Captain America and The Avengers (Mega Drive / Genesis)




Il motivo iniziale che spinse la Sega a sviluppare una console domestica a 16 bit (il Mega Drive) era quello di poter convertire tutti i principali titoli arcade disponibili in sala giochi, soprattutto del genere beat'em up (picchiaduro a scorrimento) che tanto andavano in voga.
Capitan America era uno degli esponenti di quel genere all'epoca, e spopolava nelle sale giochi americane.
Era quindi naturale che ad un certo punto la Data East decidesse di convertirlo per home console, e così fece per le due principali console domestiche ai tempi: MD e Snes.


Purtroppo, come vedremo per altri giochi, la politica delle case madri delle due console sarà abbastanza diversa quando si tratterà di conversioni o giochi sviluppati indifferentemente per entrambe le piattaforme (senza esclusiva quindi), e tra le due la Nintendo sarà sempre quella che ci metterà sempre qualcosina in più.


La conversione Sega di Capitan America quindi altro non è che lo stesso identico gioco uscito in sala giochi: stessa grafica, stessa giocabilità, stesso sonoro e stessa longevità (la storia è la stessa).
E anche se personalmente soprassederei sul sonoro, e volendo anche sulla giocabilità (tipica dei picchiaduro dell'epoca), non riesco a farmi piacere la grafica.
Il vero tallone d'achille del gioco è infatti la grafica: rimasta la stessa del titolo originale e che non sfrutta nemmeno lontanamente le potenzialità della console Sega e resta a metà strada tra il potenziale del Master System e quello del Mega Drive: un peccato.
Per quanto riguarda gli altri aspetti il gioco potrebbe andare: è un gioco di fine anni 80 e bisogna valutarlo per quello, del resto lo avrebbe comprato principalmente chi giocava abitualmente al cabinato originale.


In conclusione: non mi piace, ovvero se fossi un fan sfegatato dell'universo marvel forse lo giocherei fino alla fine anche se la storia non ha tutta questa profondità (quale picchiaduro ce l'ha?), ma diversamente non lo giocherei più di tanto, esistono ben altri esponenti del magnifico mondo dei picchiaduro a scorrimento che meritano la nostra attenzione.
Peccato perché la conversione Snes è superiore.


Voto: 5,5 



World of illusion Starring Mickey Mouse & Donald Duck (Mega Drive / Genesis)





Recensire un gioco con Topolino e Paperino oggi suonerebbe un pò strano, dato il target di età a cui i personaggi disney si sono storicamente rivolti, inoltre non è che attualmente il panorama videoludico offra una gran varietà di titoli decenti dedicati al suddetto brand.
Eppure in questo caso ci vengono in soccorso i retrogames.



Sega nel 1992 sviluppò e pubblicò in esclusiva Mega Drive un giochino molto interessante e in un primo momento particolarmente sottovalutato.
Sottovalutato perché appunto i protagonisti erano proprio il topo e il papero più famosi tra i teenagers dell'epoca (e non sto parlando di Topo Gigio e di Howard), e di conseguenza che videogame poteva venirne fuori? Beh pochi sanno che allora il team Sega faceva dei gran bei videogiochi, e World of Illusion non era da meno.


Grafica di alto livello, soprattutto artistico, con una realizzazione dei vari stage a tratti maniacale con un'ambientazione dinamica che prende spunto da tutti i principali film d'animazione della Disney.
Gameplay ottimo e immediato, senza fronzoli, un platform puro e semplice che coinvolge per la varietà delle ambientazioni e per l'atmosfera disneyana che si respira dall'inizio alla fine.
Aggiungeteci un'ottima colonna sonora e il fatto che nella stessa cartuccia c'erano praticamente due giochi simili ma non uguali: si perchè la modalità cooperativa a due giocatori era praticamente un'altro gioco, con il 90% dei livelli riadattato per l'occasione.
Il massimo del divertimento stava proprio nel giocarlo con un amico e risolvere insieme i piccoli rompicapo che si presentavano.


Unica nota negativa che mi sento di segnalare, ma che forse non è proprio negativa, è la longevità: non tanto per il numero e la varietà di stage, che personalmente ritengo adeguati e ben caratterizzati, quanto per il livello di difficoltà complessivo abbastanza basso e che si alza solo nel finale.


In conclusione posso affermare tranquillamente che World of Illusion è una delle pietre miliari della console 16 bit Sega, sia per la realizzazione tecnica che per quella artistica (magnifica), che coinvolge come pochi videogiochi sanno fare. Non aspettatevi nemmeno lontanamente violenza o sparatorie, dopo tutto è pur sempre un titolo Disney: la vostra arma preferita sarà un mantello da mago che userete per trasformare i nemici in fiori e farfalle!
Il livello di difficoltà è prevalentemente (e forse appositamente) basso, sicuramente perché Sega voleva tendere la mano ai giocatori più piccoli e meno smaliziati, ma resta comunque un titolo godibile che SI DEVE giocare almeno una volta nella vita.


Voto 8 



Kid Chameleon (Mega Drive / Genesis)



Kid Chameleon è un gioco particolare, unico del suo genere nell'universo Mega Drive, infatti a me personalmente ricorda a tratti lo stile Nintendo.
Sicuramente se ne è accorto anche qualcun altro e forse è per questo ha avuto un successo inatteso in quel periodo, nonostante una realizzazione tecnica inferiore ad altri titoli di allora.
Si perché tecnicamente parlando la grafica sembra un passo indietro di qualche anno (i livelli non sfruttano i 16 bit), il sonoro è ok, niente di trascendentale, ma allora cos'è che fa la differenza?


Avete presente un pupino che salta rompendo blocchi, raccogliendo gemme preziose (niente anelli o monete stavolta) e che ogni tanto si trasforma in un altro personaggio con poteri specifici? Bene da qui lo stile Nintendo.
La grafica di per sé non è fumettosa come quella del famoso idraulico, bensì è più "seriosa" stile Sega, e anche la giocabilità sinceramente non è reattiva come altri giochi a cui siamo abituati (ma niente di eccessivo) però la non linearità dei livelli e la varietà di trasformazioni del nostro ragazzo (9 trasformazioni diverse in tutto!) ci terranno incollati diverse ore davanti al tubo catodico.


Il ragazzo dello schermo (che ricorda un incrocio tra Mighty Max e Marty McFly) ha il compito, molto arduo a dir la verità, di sconfiggere il boss principale che ha intrappolato lui stesso e gli altri suoi amici dentro il videogioco. Per liberarli egli dovrà girare nei vari mondi che gli si paleseranno davanti, seguendo anche percorsi alternativi, che spesso lo faranno pure tornare indietro sui suoi passi (per la gioia del videogiocatore), in una sequenza quasi infinita di livelli (oltre 100!) senza la benché minima possibilità di salvare l'avanzamento e il tutto condito da un tempo massimo per completare ciascun livello.



Così tra una trasformazione in un improbabile samurai (più agile di Shinobi ma senza dischi a stella da lanciare) e un carroarmato che spara teschi mortali ci divertiremo a lanciare asce nei panni di jason (venerdì 13).
Non c'è dubbio che gli sviluppatori si siano concentrati sulla realizzazione tecnica degli stage, davvero ben fatti stilisticamente (anche se artisticamente forse da curare maggiormente), che restano il vero punto di forza di questo videogame.




In conclusione: a Kid Chameleon sono particolarmente legato: lo noleggiai due volte, poi un mio amico lo acquistò e insieme riuscimmo quasi a finirlo. Ai tempi era un gioco abbastanza rivoluzionario per il Mega Drive e con una longevità davvero importante, non avevo mai l'impressione di giocare a livelli piatti e sequenziali stile Sonic, bensì mi intrigava di più la varietà che a volte ricordava da lontano Mario Bros.


Voto: 6,5


Sonic The Hedgehog (Mega Drive / Genesis)



Quando nell'inverno del 1993 i miei decisero di comprarmi il Mega Drive (nonostante io volessi il Super Nintendo causa Mario World) ricordo che, una volta tornati a casa e collegato la console e tutta la cavetteria, passai un'ora intera (il limite che mi era imposto era di max 1 ora al giorno) a giocare al gioco incluso nello scatolo. Essendo un bambino abbastanza neofita del mondo videoludico impugnai il pad e iniziai a giocare, ricordo le sensazioni che provavo: non capivo realmente come funzionasse il gioco, nè quale fosse il fine, so solo che mi aveva letteralmente paralizzato la grafica, l'immediatezza e la frenesia di quel platform (evidenziata anche dal comparto audio di tutto rispetto) che non assomigliava a nessun altro videogame a cui avessi giocato prima, anche perché ero abituato a console di livello del commodore 64 e del nes.
Ovviamente il gioco incluso era Sonic, l'antagonista di Mario (nelle intenzioni di Sega).


Il gioco risale al 1991, quando la Sega decise che era arrivato il momento che il Mega Drive finalmente tirasse fuori gli artigli e cominciasse a far guerra alle console Nintendo 8 e 16 bit che stavano spopolando sempre più.
L'idea di scegliere un personaggio icona antagonista dell'idraulico italo-nipponico non era errata, anzi fu effettivamente l'inizio della rivoluzione, e la console di punta di Sega poté finalmente iniziare a mostrare il proprio potenziale; già perché fino ad allora i giochi disponibili non solo non sfruttavano la potenza dell'hardware a disposizione, ma restavano, forse incosciamente, legati allo standard di giochi a 8 bit che aveva caratterizzato il mondo dei videogiochi fino ad allora.



Sonic quindi è un platform, e per molti "anziani" come me il simbolo di tutti i platform mai realizzati: molto veloce, immediato, senza comandi speciali (principalmente salta e corre), che sfreccia davanti ad uno sfondo 2D mai visto fino allora (tecnicamente era una rivoluzione) e ogni tanto distrugge un televisore con dentro una bolla di protezione o delle scarpe per andare ancora più veloce (qual'ora non bastasse la velocità normale) o un pack zippato di 10 anelli. Si perché Sonic nel frattempo colleziona anelli, d'oro ovviamente (Mario preferiva la moneta contante).


Sonic andava tanto veloce che in breve fece prendere quota al Mega Drive e rialzò le vendite della console, che nel frattempo si erano assestate, ma alla lunga mostrò i propri limiti (peccato che non se ne accorsero prima).
Infatti non era longevo, era abbastanza ripetitivo, non tutti i livelli mostravano lo stesso livello tecnico e artistico (si rimaneva estasiati dalle prime due "Zone" ma poi la magia andava ad affievolirsi), e poi soprattutto... saltava, correva e basta!


Poiché il principale compito di cui era stato insignito Sonic era di fare la guerra a Mario e a Nintendo (le cui console erano piene zeppe di titoli già stellari), risultò evidente che il compito ingrato non poteva essere portato a termine del tutto.
Non sto qui a dire quali erano le armi che metteva sul tavolo Mario World (ne parleremo più avanti), fatto sta che il porcospino blu non mantenne tutte le promesse e ben presto la Sega decise di affiancargli un partner per accompagnarlo in un seguito più complesso (ma questa è un'altra storia).


Concludendo:
non si può, almeno una volta nella vita, non aver giocato a Sonic. Non è il re dei platform ma resta comunque una pietra miliare indimenticabile di quel famoso periodo di inizio anni 90 quando Sega e Nintedo sfornavano classici a ripetizione: Sonic è un classico.


Voto (molto personale): 6,5


Gamepad GAMESIR G3W (USB PC, PS3, Android): Poca spesa ma tanta resa


Partendo dal presupposto che molto spesso ci si pone l'obiettivo di spendere poco, giusto perchè ci serve un pad per giochicchiare ogni tanto, che magari ci ricordi il feeling di altri pad ben più famosi e utilizzati (qualcuno ha detto PS4??); si finisce quindi nell'incappare nell'infinito mercato dei pad cinesi et simila... "tanto con 10 euro me ne esco e mi diverto lo stesso" pensiamo mentre ammiriamo le foto del pad bello scintillante con tutte le lucine accese.

Bene questo è quello che pensai io tempo fa quando cercavo un joystick economico per divertirmi qualche ora a PES e girovagando su Amazon ho beccato, per puro caso, un pad dalle ottime recensioni e dall'ancora più ottimo prezzo.
>Mi raccomando ragazzi occhio alle recensioni Amazon! Nel mio caso posso affermare tranquillamente che la maggior parte delle persone interessate non aveva mai impugnato un pad nella propria vita...




Ma veniamo a noi: tre giorni dopo arriva lui il G3W della GameSir (la "w" sta per wired: con il filo per intenderci).
GameSir ai più magari risulterà sconosciuta, eppure è un'azienda che negli ultimi anni si diverte a sfornare periferiche da gioco interessanti.
Io, essendo un estimatore delle periferiche old school wired (non cercate su google il termine tanto l'ho appena coniato io!), non potevo non farmi scappare questa chicca alla modica cifra di 13 euro scontato (!!!).

Magari dopo aver speso così poco non dovrei neppure perdere tempo a recensire il prodotto, e invece eccomi qua:
è leggero, tanto, forse troppo, mi ricorda i vecchi pad delle console anni 80-90, però ha un minimo di force feedback (giusto un pizzico direi) dato che ogni tanto lo sento vibrare.
I tasti ci sono tutti (ho sentito di nuovo PS4?) e anche i grilletti posteriori, oltre alle due levette e la croce direzionale.
C'è anche un inutile tasto centrale (programmabile con un software apposito, ma per fare cosa??!!) e ciliegina sulla torta: i tasti sono retroilluminati!!!
Sembrerebbe il pad definitivo e... ovviamente non lo è.


potrei elencarvi tutti i punti a sfavore e magari lo boccereste per ripiegare su altri pad, magari più costosi, e di qualità peggiore (i negozi ne sono pieni), pertanto mi limiterò a dire che il feeling non è il massimo, per lo meno non è il feeling che un pad da 50 e passa euri ci restituirebbe, neanche da lontano, ma siamo sicuri che per 13 euro (scontato, prezzo pieno 18) dovremmo aspettarci di più?
La risposta è no, personalmente mi aspettavo peggio: i tasti principali (A,B,X,Y, che fantasia...) sono abbastanza reattivi, i grilletti fanno il minimo sindacale, la croce direzionale lasciamola li dove si trova e non calcoliamola più di tanto... le levette anteriori? vanno, abbastanza bene direi, mi hanno sorpreso decisamente.

Ergonomicamente è compatto, un pò più piccolo di altri pad ben più famosi, ma molto gradevole al tatto proprio come le foto pubblicitarie promettevano.
Provandolo con PES mi soddisfa abbastanza, mi fa divertire tanto sia da solo che in compagnia, è affidabile ma non lo porterei ad un torneo e non lo darei in mano a chi piace violentare i pad mentre gioca (selezionate bene gli amici che lo useranno).
Con gli sparatutto, e in genere con i giochi più veloci il pad va in crisi, di brutto, nel senso che vi permette di giocare, ma in maniera abbastanza sufficiente, e sinceramente molte volte non basta facendovi perdere frazioni di secondo preziose in mezzo al casino delle sparatorie e comunque sempre in mezzo all'azione.
Picchiaduro? passo, non va ma il genere è abbastanza ostico per la gran parte dei gamepad.
Giochi 2D? lasciamo stare, la croce direzionale non mi piace proprio.
Paragonandolo al pad PS4 al quale tanto si ispira esteticamente e nell'ergonomia: non paragonatelo, non fatelo altrimenti vi deluderà.

Piccola nota sui led che retroilluminano tasti e levette anteriori, e che tanto gradevole lo rendono alla vista: sul mio in particolare c'è il led che dovrebbe illuminare la X che ogni tanto si spegne... ma non l'ho restituito ad Amazon (per 13 euro me ne frego del led).

In conclusione devo essere sincero: se volete spendere poco difficilmente troverete di meglio, il rapporto qualità prezzo è ottimo, l'ergonomia pure, i tasti in generale sufficenti, ma se cercate un pad tuttofare virate altrove e contate di spendere almeno 20 euro in più.

Voto: 6